Giappone

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Dalle metropoli vibranti come Tokyo ai templi silenziosi di Kyoto, il Giappone è un paese di contrasti affascinanti. Scopri la serenità dei giardini zen, la maestosità del Monte Fuji e l’arte culinaria che ha conquistato il mondo.

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Sezioni articolo:

  • Le icone del Giappone
  • Sulle tracce di un Giappone segreto
  • Qualche particolarità del Giappone
  • Tradizioni, riti e vita locale
  • Un viaggio gastronomico

Le icone del Giappone

Che si tratti della prima volta o di un ritorno, certi luoghi in Giappone sono una tappa quasi inevitabile. Alcune mete sono diventate famose in tutto il mondo per la loro unicità, altre hanno saputo mantenere intatto il loro fascino nel tempo. In questa sezione ci addentriamo tra le destinazioni più conosciute del paese: un viaggio tra modernità, storia e paesaggi che sembrano racchiudere l’anima stessa del Giappone.

Città:

  1. Tokyo
  2. Kyoto
  3. Osaka

Tokyo
Tokyo è una metropoli affascinante dove l’antico e il moderno convivono in un equilibrio unico. Nata nel 1603 come Edo, la città ha conservato la sua anima storica nei templi e nei giardini imperiali, pur evolvendosi in un centro di innovazione.

É una città in grado di offrire un’incredibile varietà di esperienze. Se da un lato l’anima storica del Giappone risplende in luoghi come il Tempio Senso-ji o l’oasi di pace del Santuario Meiji Jingu, dall’altro la sua energia futuristica emerge nei quartieri come Shibuya, con il suo iconico incrocio, e Harajuku, il regno della moda di strada.
La metropoli è anche un paradiso per i buongustai! Qui le tradizioni culinarie prendono vita nei mercati del pesce e nei vicoli nascosti di quartieri come Shinjuku, offrendo un’immersione completa nei sapori e nei profumi del Giappone.

Kyoto
Kyoto, antica capitale del Giappone, è un viaggio nel tempo dove ogni angolo racconta una storia millenaria.
La storia di questa magnifica città è raccontata dai quasi 2000 luoghi sacri, tra templi e santuari (come nel suggestivo Fushimi Inari-taisha, con la sua foresta di torii rossi, o nel magnifico Kinkaku-ji, il tempio d’oro che si specchia nell’acqua), dal palazzo imperiali e dal Castello Nijō.

Inoltre è possibile trovare e visitare botteghe in cui vengono ancora custodite antiche forme di artigianato. Qui infatti la tessitura del kimono in seta Yuzen, la delicata produzione della ceramica Kiyomizu-yaki e l’arte dei ventagli Kyo-sensu sono espressioni di una storia che affonda le radici nelle corti imperiali e nelle tradizioni dei maestri artigiani.

Kyoto è una città dove la natura e la tradizione si fondono in un’armonia perfetta. Percorrendo i sentieri del Giardino di Arashiyama e la sua iconica foresta di bambù, si respira un’atmosfera unica. Il fiume Kamogawa, che attraversa la città, offre passeggiate serene e viste mozzafiato in tutte le stagioni.

Osaka
Osaka è una città che conquista per la sua vitalità, si tratta di un luogo dove la storia e la modernità coesistono.

Il maestoso Castello di Osaka domina lo skyline, testimoniando un passato di guerrieri e shogun, mentre nelle sue strade si può percepire un’anima profondamente contemporanea.

Il quartiere di Dōtonbori è il cuore pulsante della sua vita notturna e culinaria, un tripudio di luci, suoni e sapori che si fondono in un’esperienza unica. Qui, la passione per il cibo è una filosofia di vita, e ogni pasto, dal Takoyaki all’Okonomiyaki, è un’occasione per immergersi nella vera essenza del Giappone moderno.
Basta andare a piedi in qualsiasi strada attorno a Dotonbori o Shinsekai e si trova qualcosa da mangiare a ogni angolo!

Altre mete molto visitate:

  1. Monte Fuji e i laghi Fuji Five Lakes
  2. Isola di Miyajima
  3. Hokkaido

Monte Fuji e i laghi Fuji Five Lakes
Il Monte Fuji è uno degli emblemi del Giappone. Si tratta di una montagna, venerata sin dall’antichità, che è stata meta di pellegrini, soggetto di poeti e pittori, e oggi attrae viaggiatori da tutto il mondo.
Alla sua base si estende la regione dei Fuji Five Lakes, Yamanakako, Kawaguchiko, Saiko, Shojiko e Motosuko, i quali si sono formati da antiche eruzioni vulcaniche.

Qui ogni stagione offre uno scenario unico e particolare nel suo genere. In primavera si possono ammirare i ciliegi in fiore incorniciano il Fuji. In autunno i colori delle foglie creano contrasti mozzafiato con il paesaggio. In inverno, la vista del Monte Fuji e del paesaggio innevato …offre uno scenario particolarmente suggestivo e silenzioso. Mentre l’estate è ideale per escursioni, grazie ai sentieri accessibili e al clima più mite in quota.

Insomma…in qualsiasi stagione è il luogo ideale per chi ama il trekking, la fotografia e le passeggiate nei boschi si intrecciano con opportunità di rilassarsi in onsen sul lago!

Isola di Miyajima
L’isola di Miyajima, al largo della costa di Hiroshima, è celebre per il suo torii rosso che sembra galleggiare sull’acqua durante l’alta marea, mentre con la bassa marea è possibile avvicinarsi a piedi alla struttura.

Un torii è un portale tradizionale giapponese in legno o pietra, generalmente dipinto di rosso, che segna l’ingresso a un’area sacra shintoista. Sull’isola infatti è presente il Santuario di Itsukushima, un antico santuario shinto costruito sull’isola di Miyajima, famoso perché parte delle sue strutture (incluso il torii) sono costruite sull’acqua o su palafitte.

Oltre al celebre torii, l’isola offre percorsi escursionistici, cervi liberi che si muovono tra i visitatori e una vista panoramica dal Monte Misen. L’atmosfera è tranquilla, sospesa tra il sacro e il naturale. Una meta ideale per chi cerca bellezza, storia e spiritualità in un solo luogo.

Hokkaido
Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone, è una terra di natura incontaminata, con le sue montagne, le sorgenti termali, i laghi vulcanici e i vasti parchi naturali

Qui, in ogni periodo dell’anno, è possibile immergersi in paesaggi spettacolari. D’inverno diventa il paradiso degli amanti dello sci, con località come Niseko famose a livello internazionale. Ma anche in estate regala trekking mozzafiato e panorami spettacolari. Lontano dal turismo di massa, ma comunque abbastanza gettonato, è ideale per chi cerca tranquillità e bellezza pura. Mentre in primavera ed autunno si può ammirare un paesaggio tinto di suggestivi colori.

Con le sue montagne, le sorgenti termali, i laghi vulcanici e i vasti parchi naturali, offre scenari spettacolari in ogni periodo dell’anno. È una meta perfetta per chi ama gli spazi aperti, l’aria pulita e un contatto diretto con la natura. Oltre ai suoi scenari mozzafiato, Hokkaido è famosa anche per la gastronomia, con piatti locali che valorizzano i prodotti del mare e della terra. Una destinazione che unisce bellezza, tranquillità e autenticità.

Sulle tracce di un Giappone segreto
Al di là delle rotte turistiche più battute, il Giappone offre un volto più silenzioso, poco visto, eppure ricco di fascino autentico. Qui esploriamo territori nascosti, dove natura, storie minori e atmosfere intime aspettano chi sceglie di uscire dalla guida.

  1. Prefettura di Kochi
  2. Regione di Tohoku
  3. Prefettura di Shimane
  4. Prefettura di Yamagata

Prefettura di Kochi
Affacciata sull’oceano nella parte meridionale dell’isola di Shikoku, la prefettura di Kōchi è un angolo del Giappone ancora poco esplorato dal turismo di massa.

Qui si trovano spiagge selvagge, fiumi cristallini e paesaggi montani, perfetti per chi ama la natura autentica.
Il clima mite e l’atmosfera rilassata rendono questa zona ideale per chi cerca esperienze più lente e genuine. Tra bagni in fiume, sentieri immersi nel verde e cucina locale a base di pesce fresco, Kōchi è una sorpresa che conquista chiunque la visiti.

Qui si può anche osservare il Castello di Kōchi, uno dei pochi originali sopravvissuti in Giappone, domina la città.
Costruito all’inizio del XVII secolo, durante l’epoca Edo, è sopravvissuto a incendi, guerre e restauri distruttivi, mantenendo intatti non solo il tenshu (il mastio principale), ma anche diverse strutture secondarie, come torri e magazzini.con la sua eleganza storica.

Regione di Tohoku
La regione del Tōhoku, situata nel nord-est del Giappone, è una terra di montagne, foreste antiche e sorgenti termali immerse nella natura.

Lontano dai circuiti turistici più battuti, offre un paesaggio autentico e tranquillo, punteggiato da villaggi tradizionali e templi secolari.
Tra le sue meraviglie naturali spiccano il lago Towada, incastonato tra boschi e vulcani, e il Parco Nazionale di Bandai-Asahi, con sentieri panoramici e vette spettacolari.

Anche la storia è protagonista, con luoghi patrimonio UNESCO come la città di Hiraizumi, custode di templi buddhisti e giardini in stile giapponese.
Hiraizumi è una piccola città storica situata nella prefettura di Iwate, nel cuore della regione del Tōhoku. Un tempo centro culturale e spirituale di grande importanza, nel XII secolo fu la sede della potente famiglia Ōshū Fujiwara, che la trasformò in una “seconda Kyoto” del nord.

Tōhoku è il luogo ideale per chi cerca natura, cultura e silenzio!

Prefettura di Shimane
La Prefettura di Shimane è una delle mete meno battute dal turismo di massa, ma offre un’immersione profonda nella storia e nella spiritualità giapponese ed è situata lungo la costa nord-occidentale del Giappone.

Shimane è profondamente legata alle origini mitologiche del Giappone. Il suo sito più emblematico è Izumo Taisha, uno dei santuari shintoisti più antichi e venerati, dedicato al dio Ōkuninushi, divinità dell’amore e del destino.

La città di Matsue, affacciata su un lago e attraversata da canali, è famosa per il suo castello in legno originale, uno dei pochi rimasti nel paese, con un fossato navigabile! Qui si può vivere l’esperienza di una crociera su piccole barche tradizionali, sorseggiando tè verde e ammirando le case samurai.

La regione è anche ricca di musei, siti archeologici e terme naturali come quelle di Tamatsukuri Onsen, frequentate fin dall’antichità.
Qui, cultura e natura si intrecciano: artigianato locale, cerimonie tradizionali e festival rurali convivono con una vita quotidiana ancora scandita dal ritmo delle stagioni.

Tra coste frastagliate, cittadine storiche e paesaggi rurali incontaminati, Shimane è l’ideale per chi cerca un Giappone più autentico e silenzioso!

Prefettura di Yamagata
Yamagata è una terra profondamente spirituale, nota soprattutto per Yamadera, un antico tempio scolpito nella roccia che domina la valle da un crinale montuoso. Ancora più iconico è il Monte Haguro, uno dei Tre Monti Dewa, sacro ai praticanti dello shugendō, una via ascetica che unisce buddismo, scintoismo e culto della natura.
La zona è anche famosa per Ginzan Onsen, ovvero un pittoresco villaggio termale in legno illuminato da lanterne.

Yamagata regala paesaggi spettacolari in ogni stagione, ma è in inverno che diventa davvero magica!
Anche nelle altre stagioni questa prefettura è particolarmente interessante: l’area offre trekking, foliage e una natura generosa e incontaminata.

Questa regione è conosciuta in Giappone per la sua tradizione culinaria.
È famosa per la produzione di ciliegie sakurambo, tra le più pregiate, e per il manzo di Yonezawa, una delle carni wagyu più raffinate.
Le sue città vantano poi una cultura gastronomica ricca e variegata: Tsuruoka, per esempio, è riconosciuta persino dall’UNESCO come “Città Creativa della Gastronomia”.

Qualche particolarità del Giappone

Ogni paese ha le sue unicità: elementi che lo rendono unico, fuori dal comune. In questa sezione esploriamo caratteristiche giapponesi che sorprendono, incuriosiscono, e che spesso restano impresse più di qualsiasi itinerario classico.

  1. Arcipelago di Okinawa
  2. Hiroshima e Nagasaki
  3. Isola di Shikoku
  4. Prefettura di Tottori

Arcipelago di Okinawa
Okinawa è un arcipelago di isole che rappresenta l’anima tropicale del Giappone, Qui infatti si possono infatti trovare spiagge di sabbia bianca, acque turchesi e ritmo di vita lento.

Okinawa ha una cultura molto diversa dal resto del Giappone. Queste isole sono state a lungo indipendenti, parte del Regno delle Ryūkyū, con una lingua, una cultura e uno stile di vita distinti da quelli giapponesi. Solo nel XIX secolo fu annessa ufficialmente al Giappone, e ancora oggi conserva tratti unici: musica tradizionale con strumenti come lo sanshin, danza, cucina e architettura raccontano una storia a sé.

Le varie isole che compongono questo arcipelago offrono diverse attività.
Le isole Kerama offrono alcuni dei fondali più spettacolari del Giappone, ideali per snorkeling e immersioni.
Zamami, Tokashiki e Aka sono piccole gemme perfette per chi cerca mare limpido e tranquillità.
Ma anche sull’isola principale non mancano spiagge iconiche come Emerald Beach o Nishihama.

Okinawa non è solo mare: le sue isole offrono anche paesaggi verdi, foreste subtropicali e montagne ricoperte di vegetazione.
Le isole Yanbaru, a nord dell’isola principale, sono un paradiso per chi ama il trekking, l’osservazione degli uccelli e la biodiversità.
Più a sud, le isole Yaeyama (come Ishigaki e Iriomote) sono ancora più selvagge, con mangrovie, cascate, e fiumi da esplorare in canoa.

Hiroshima e Nagasaki
Hiroshima è nota in tutto il mondo per la tragedia della bomba atomica del 6 agosto 1945. Ma oggi Hiroshima è un simbolo vivente di pace, resilienza e rinascita.
Il Parco della Pace, con il Museo della Bomba Atomica, il Memoriale della Pace e la Campana della Pace, invita alla riflessione profonda.
Questa però non è l’unica ragione per visitarla. Hiroshima è anche una città moderna e vivace, con ottima cucina, mercati, spazi verdi e accesso a uno dei luoghi più belli del Giappone: l’isola di Miyajima (di cui abbiamo parlato qui sopra).

Anche Nagasaki, colpita da una bomba atomica il 9 agosto 1945, riporta vari luoghi di riflessione e ricordo: il Parco della Pace, il Museo della Bomba e la Statua della Pace sono infatti luoghi di forte impatto emotivo.
Ma la città è anche piena di vita, bellezza e scorci panoramici, come quelli che si godono dal monte Inasa.
Inoltre, passeggiando tra le sue colline si scoprono quartieri storici, chiese come l’Ōura Tenshudō (la più antica del Giappone), antichi magazzini olandesi e templi buddisti, tutti armoniosamente mescolati.

Isola di Shikoku
L’isola di Shikoku offre una prospettiva sulla vita rurale giapponese accompagnata da una spiritualità millenaria, il tutto immerso in sentieri storici e villaggi tradizionali.

I paesaggi naturali qui sono un vero spettacolo: foreste rigogliose, fiumi, una costa frastagliata ed acque cristalline.

Il cuore pulsante dell’isola, però, è il celebre Pellegrinaggio degli 88 templi, un percorso di oltre 1.200 chilometri che avvolge l’intera isola e attira pellegrini da ogni angolo del mondo. Camminare lungo questi sentieri significa immergersi in un’atmosfera di pace e riflessione, attraversando valli e villaggi.

L’anima di Shikoku risiede anche nei suoi villaggi tradizionali, piccoli tesori incastonati in un paesaggio selvaggio e incontaminato. Qui si può scoprire una cultura genuina, tramandata di generazione in generazione, dove le antiche usanze sono ancora vive e sentite. La particolarità sta nel fatto che ogni villaggio ha una storia da raccontare.

Visitare Shikoku significa non solo esplorare luoghi incantevoli, ma anche connettersi con una cultura ricca di storia, dove il rispetto per la natura e per le tradizioni è parte integrante della vita quotidiana.

Prefettura di Tottori
La Prefettura di Tottori è raramente visitata dai turisti stranieri ed è la prefettura meno popolata del Giappone.
Si presenta dunque come la meta ideale per chi cerca un’esperienza di viaggio autentica e a contatto con un Giappone inaspettato e circondato dalla natura.
L’assenza di grandi folle permette di godersi ogni angolo in totale serenità, scoprendo un ritmo di vita lento e riflessivo, dove ogni panorama, ogni villaggio e ogni santuario racchiude una storia affascinante.

Ciò che rende questo luogo particolare ed unico nel suo genere è che qui sono presenti delle dune di sabbia!
Queste spettacolari dune di sabbia, le uniche in tutto il Giappone, rappresentano un paesaggio surreale che si estende per oltre 16 chilometri lungo la costa, creando un contrasto mozzafiato tra le immense distese dorate e il blu profondo del Mar del Giappone.

Ma Tottori non è solo sabbia: la sua natura tranquilla invita a esplorazioni senza fretta. Dalle coste frastagliate e selvagge ai piccoli villaggi rurali incastonati tra le colline, ogni angolo offre un’opportunità per immergersi in un’atmosfera serena e rilassata.
La prefettura è quindi un paradiso per gli amanti del trekking e delle escursioni, che possono perdersi in sentieri poco battuti, scoprendo la flora e la fauna locali.

Tradizioni, riti e vita locale

La cultura non è solo storia, è pratica, partecipazione, appartenenza. Qui si esplorano riti antichi, costumi che resistono, usanze che plasmano il ritmo della vita locale, permettendoci di capire il Giappone dal suo interno.

  1. Il Gion Matsuri di Kyoto
  2. Il Teatro Nō e il Kabuki
  3. La Cerimonia del Tè
  4. Indossare il Kimono

Il Gion Matsuri di Kyoto
Il Gion Matsuri di Kyoto è una delle più antiche e significative tradizioni del Giappone. La sua storia affonda le sue radici nell’anno 869 d.C., quando nacque come un rito per placare gli spiriti e le divinità durante un’epidemia che flagellava il paese.

A differenza di un semplice festival, il Gion Matsuri è un rituale complesso e preciso, che si svolge per tutto il mese di luglio, con tanto di processioni di maestosi carri cerimoniali. Questi carri sono veri e propri capolavori di artigianato, ornati con arazzi di seta finemente ricamati, legni intagliati e decorazioni preziose che testimoniano la maestria degli artigiani di Kyoto.
L’aspetto più affascinante di questa tradizione è il modo in cui il sapere si tramanda: ogni quartiere e ogni famiglia custodisce gelosamente il proprio carro e le proprie conoscenze, passando di generazione in generazione l’arte della sua costruzione e preparazione.

Ogni gesto, ogni melodia, ogni dettaglio dei costumi e dei carri ha un significato antico, tramandato nel tempo. Il Gion Matsuri rappresenta quindi la capacità del Giappone di preservare le sue radici più profonde, mostrando al mondo un esempio vivente di come la tradizione possa evolversi e sopravvivere, rimanendo sempre fedele al suo spirito originale.

Il Teatro Nō e il Kabuki

Il Nō e il Kabuki rappresentano due facce diverse del teatro giapponese, uno austero e spirituale, l’altro vivace e popolare. Entrambi condividono un profondo rispetto per la tradizione e una straordinaria continuità. In ambedue i casi, le famiglie di attori sono le custodi di un sapere secolare, che viene onorato e tramandato con devozione.

Il Teatro Nō, con la sua storia che risale al XIV secolo, mette in scena storie tratta dalla mitologie e dal folklore, le quali sono raccontate tramite una recitazione minimalista ed un’orchestra di flauti e tamburi.

Il Kabuki invece nasce nel XVII secolo ed emerge come un’espressione più popolare e dinamica del teatro giapponese. In netto contrasto con l’austera solennità del Nō, il Kabuki è un’esplosione di colori, emozioni e teatralità.Le storie che vengono narrate sono drammatiche e spesso comiche, usando movimenti codificati e un’orchestrazione vivace.

Cerimonia del Tè
La Cerimonia del Tè in Giappone è molto più di un semplice rituale per la preparazione del tè verde matcha.

Il tè arrivò in Giappone dalla Cina nel IX secolo, ma fu nel XII secolo che il monaco Eisai introdusse il matcha e ne promosse l’uso tra i monaci buddisti.
Tuttavia, la Cerimonia del Tè come la conosciamo oggi si sviluppò nei secoli successivi. Alcuni maestri la trasformarono in un’arte che riflette la filosofia del wabi-sabi: la ricerca della bellezza nella semplicità e nell’imperfezione.

Ai giorni d’oggi la Cerimonia del Tè viene intesa come un’esperienza culturale e spirituale che incarna i principi fondamentali della filosofia giapponese: armonia, rispetto, purezza e tranquillità. Questa pratica offre quindi un’occasione di connessione, meditazione e apprezzamento per la bellezza effimera e la semplicità.

Inoltre, alla base di tale cerimonia c’è il concetto zen dell’attimo presente. Ogni fase del rituale è un invito a rallentare e a concentrarsi su ciò che sta accadendo qui e ora.

In un mondo frenetico, la Cerimonia del Tè rimane un faro di tranquillità, insegnando che la vera ricchezza non sta nella quantità, ma nell’attenzione che diamo a ogni singolo momento.

Indossare il Kimono
Oggi, il kimono viene indossato in occasioni speciali e formali come matrimoni, cerimonie del tè, feste di Capodanno e festival.
I motivi, i colori e il tipo di tessuto sono scelti in base alla stagione, all’età e all’evento.
Accanto alla versione classica, si è diffuso anche lo yukata, un kimono più leggero e casual in cotone, ideale per le calde serate estive.
Indossare il kimono è un modo per connettersi a una tradizione millenaria che, pur evolvendosi, non ha mai perso il suo fascino.

Le sue origini risalgono infatti al periodo Heian (794-1185 d.C.), quando divenne l’abito preferito della corte imperiale. Con il tempo, le maniche divennero più lunghe e i motivi più elaborati, rispecchiando il rango sociale di chi lo indossava. Nel periodo Edo (1603-1868 d.C.), il kimono assunse la forma che conosciamo oggi. L’assenza di forme e cuciture complesse lo rendeva adatto a tutte le fisicità, e la sua versatilità permise la creazione di stili diversi per ogni occasione, dai kimoni cerimoniali a quelli più semplici della vita quotidiana. Sebbene con l’occidentalizzazione del periodo Meiji l’uso del kimono sia diminuito, è rimasto un simbolo di identità culturale.

Un viaggio gastronomico

È nei sapori che un paese si racconta: attraverso ingredienti, tecniche, piatti antichi e innovazioni culinarie. In questa sezione percorriamo la strada del gusto giapponese, dai piatti celebrati a quelli meno noti, scoprendo come il cibo affondi radici profonde.

I piatti più conosciuti:

  1. Sushi
  2. Ramen
  3. Okonomiyaki
  4. Mochi

Sushi
Il Sushi è uno dei piatti più conosciuti della cucina giapponese.
É un piatto a base di riso cotto e condito con aceto, abbinato a una varietà di ingredienti come pesce crudo, frutti di mare, verdure o uova. Attualmente viene servito in diverse forme: dai classici Nigiri con pesce crudo, ai Maki, rotolini ripieni e avvolti in alga, fino al Sashimi, che è solo pesce crudo senza riso.

L’origine del sushi risale a una tecnica di conservazione del pesce, nata nel Sud-Est asiatico e introdotta in Giappone intorno al VII secolo, in cui il pesce veniva fermentato con il riso per mesi.
La forma attuale del sushi, con riso e pesce consumati insieme e freschi, si sviluppò però a Tokyo (l’antica Edo) nel XIX secolo, quindi molti secoli dopo.

Ramen
Il Ramen è un piatto giapponese molto popolare, che consiste in una zuppa di noodles servita in un brodo saporito, Esistono quattro tipi principali di brodo a cui è possibile unire una grande varietà di condimenti.

Storicamente, il ramen non è un piatto di origine giapponese, ma cinese. Arrivò in Giappone tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo e si diffuse rapidamente, evolvendo e adattandosi ai gusti locali fino a diventare un’icona della cucina giapponese, soprattutto come pasto economico e veloce per la classe lavoratrice.

Okonomiyaki
L’Okonomiyaki è simile a una frittata spessa, composta da una pastella con abbondante cavolo cappuccio, a cui vengono aggiunti a scelta carne, frutti di mare o verdure. Si cuoce su una piastra calda e si serve con una combinazione di salse dolci e salate, maionese, alga in polvere e fiocchi di tonno essiccato. Piatto tipico di città come Osaka e Hiroshima, l’Okonomiyaki nacque come un semplice dolce e si trasformò nel piatto salato che conosciamo oggi, trovando grande popolarità nel dopoguerra come cibo semplice e sostanzioso, ideale per ristorare la popolazione.

Mochi

Il Mochi è un dolce tradizionale giapponese, caratterizzato dalla sua consistenza morbida e gommosa. È prodotto con un particolare tipo di riso glutinoso che viene cotto, pestato e modellato in forme rotonde o quadrate. Le sue varianti sono innumerevoli, dai dolci ripieni (Daifuku) ai mochi grigliati.

Di origini antichissime, il mochi ha sempre avuto un ruolo importante nella cultura e nelle cerimonie giapponesi. Già nel periodo Heian (794-1185) era un cibo offerto agli dèi durante le feste, e la sua preparazione, il mochitsuki, è da secoli un rito per accogliere il nuovo anno.

Alla scoperta dei piatti meno conosciuti:

  1. Gōya Champuru
  2. Buri Daikon
  3. Kiritanpo Nabe
  4. Monaka

Gōya Champuru
Simbolo della cucina di Okinawa, il Gōya Champuru è un saltato in padella che combina l’amaro distintivo del goya (melone amaro) con la morbidezza del tofu, la consistenza delle uova strapazzate e il sapore ricco del maiale.

Più che una semplice ricetta, il termine chanpuru indica una tecnica culinaria di “mescolare” sapori e culture. Le sue radici affondano infatti nella storia dell’isola, che ha assorbito influenze sia giapponesi che americane, riflettendo la sua identità unica.

Buri Daikon
Il Buri Daikon è un classico piatto invernale giapponese che unisce la ricchezza del pesce buri (ricciola o yellowtail) con la dolcezza del daikon (un grande ravanello giapponese).

Gli ingredienti vengono stufati lentamente in un brodo saporito a base di salsa di soia, mirin e sake, arricchito con zenzero fresco. Questo metodo di cottura, chiamato nimono, esalta il sapore di entrambi gli ingredienti.

Le origini del piatto sono legate alle tradizioni culinarie casalinghe delle regioni costiere, dove l’abbondanza di pesce buri durante l’inverno ha reso questo abbinamento un’usanza secolare, simbolo di un pasto caldo e nutriente. Attualmente invece lo si trova più che altro nella prefettura di Kagoshima

Kiritanpo Nabe
Il Kiritanpo Nabe è un tradizionale stufato autunnale della prefettura di Akita. L’ingrediente principale è il kiritanpo, uno spiedino di riso cotto, schiacciato e grigliato.
Questi “spiedini” vengono tagliati a pezzi e cotti in un brodo saporito, tipicamente a base di pollo, insieme a funghi, daikon e altre verdure.

Il piatto nacque anticamente come pasto dei cacciatori e dei taglialegna, che utilizzavano il riso avanzato per creare un piatto nutriente e facile da preparare nei boschi.

Monaka
Il Monaka è un dolce semplice ma raffinato. Si tratta di due cialde leggere che avvolgono un ripieno dolce e cremoso come l’anko (pasta di fagioli rossi). Ciò che lo distingue è il contrasto tra la croccantezza delle cialde di riso e la morbidezza del ripieno.

Le sue radici risalgono al periodo Edo (1603-1868) in Giappone. Si tratta quindi di un dolce antico in origine dalla forma rotonda, e il suo nome, che significa “al centro”, era un riferimento alla luna piena.
Oggi viene prodotto in molte forme, ad esempio a fiore di ciliegio o ventaglio.